Cinema italiano

«Che strano chiamarsi Federico»: l'omaggio di Scola a Fellini

Il regista ha voluto rendere omaggio al maestro in occasione dei vent'anni dalla sua scomparsa. La pellicola raccoglie materiali di repertorio, backstage, ricordi e episodi della lunga amicizia tra i due registi

Ettore Scola

Ettore Scola

ROMA - Ettore Scola rende omaggio all'amico di una vita, Federico Fellini, in occasione del ventennale della sua scomparsa. Il maestro rivivrà sul grande schermo grazie al film «Che strano chiamarsi Federico», che uscirà in autunno.

La pellicola è stata scritta da Scola con le due figlie Paola e Silvia e raccoglie materiali di repertorio, backstage, ricordi e episodi della lunga amicizia tra i due registi, ricostruiti attraverso scenografie realizzate nel celebre Studio 5 di Cinecittà.

Un film-ritratto che ripercorrerà un lungo percorso di vita di Fellini, dal debutto come disegnatore nel '39 al quinto Oscar nel 1993.

Negli studi romani dove Fellini girava i suoi film sono state ricostruite la redazione del «Marc'Aurelio», il giornale satirico dove i due lavorarono dalla fine anni '40, la casa di Scola dove si incontravano, un bar notturno dove passavano la notte a chiacchierare insieme allo sceneggiatore Maccari.

«Non so che film verrà fuori», ha detto Scola, «ma dentro ci sono tutti i sentimenti, le emozioni, e ci sarà il debito e la devozione a Federico». Lui, che per l'amico resta sempre «un Pinocchio che non è mai diventato un bambino per bene».